Per questo Tag ringrazio la carissima Viola del blog violetadilyphotographer. com  che consiglio caldamente, so che molti di voi già la seguono sul suo primo blog: violetadyliopinionistapercaso

L’ideatrice del tag è  Espressioni Dialettali  Bloody Ivy del blog Niente panico ( http://bloodyivy.it/tag-4-espressioni-dialettali/ )

Le regole sono semplici :


1. Citare l’ideatore deL TAG (bloody ivy) e da chi siete stati nominati.
2. Raccontare delle vostre 4 espressioni dialettali più usate o preferite
3. Nominare (sul serio, nominare) qualche blog (anche solo 1, uno), perché è una cortesia che si fa a qualche blogger.  4. Avvertirli.

 

 

Forse alcuni di voi già sapranno che sono Svizzera e vivo in Ticino, al confine con l’Italia.

Il mio Cantone d’origine è il Grigioni, il più esteso (anche se non il più popolato) e forse quello che maggiormante rappresenta il plurilinguismo della nostra piccola Nazione. A dimostrare questa mia teoria, vi è il fatto che ci sono quattro valli italofone. Più precisamente, si tratta delle Valli Mesolcina e Calanca, al confine con il Ticino, della Val Poschiavo che confina con la Valtellina e la Valle Bregaglia con la Val Chiavenna. Nelle altre zone si parlano invece il Romancio ed il Tedesco.

Io vivo in Ticino, cantone italofono a pochi chilometri dalla mia Mesolcina.

Tutte queste zone sono rappresentate dal colore viola nella cartina allegata.

Nel resto della Svizzera si parla Francese e Tedesco (la lingua più diffusa).

Ogni paese ha il suo dialetto, riconoscibile ad un orecchio allenato. Sia io che mio marito in casa lo abbiamo sempre parlato, ma da quando ci siamo conosciuti abbiamo usato l’Italiano, mantenenendo poi questa abitudine. Per questo motivo ci rivolgiamo ai nostri figli nella lingua di Dante. Per fortuna (me ne rendo conto ora), i ragazzi, sentendoci parlare con altre persone e conversando con i nonni in dialetto, lo conoscono bene. Per loro è un modo di difendere la propria origine che mai come in questo periodo rischia di perdere terreno.

 

Alcuni detti della Mesolcina:

<<L’ha pisòo l’oroch>>

(Ha fatto pipì il gufo). Pare che quando ciò accadeva in qualche angolo della casa, portasse sfortuna.

 

<<L’è miga voncia>>

(Non è unta). Si usa per descrivere una situazione non facile.

 

<<Te se schtai in tècc a Lègia?>>

(Sei stato nella stalla a Leggia?). Quando qualcuno è particolarmente affamato. La leggenda racconta che a Leggia (un paese confinante col mio) un allevatore avesse lasciato gli animali per un lungo periodo senza cibo. All suo ritorno erano al limite delle forze ed affamati.


Veduta di Leggia.

 

<<Quando la mèrda la monta al scagn o la puzza o la fà dagn>>

(Quando la cacca si eleva al potere o puzza o fa danni).

Taggo:

Nicole del blog FOLATE DI VENTO CALDO

Ali del blog alincucina

e chiunque abbia voglia di farlo!!!

 

 

 

 

 

9 Comments

  1. Carinissimo questo tag..grazie per avermi nominato..!! 🙂
    Molto interessante il tuo articolo a proposito..narra una realtà a me poco nota e decisamente suggestiva..!!
    Bellissima la foto..in cui l’abitato è sormontato da una corona di incantevoli montagne..!!
    Simpaticissime le espressioni che hai citato..il suono del tuo dialetto mi ricorda il piemontese..!! 🙂

    Liked by 1 persona

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