ASCONA

Ascona, affacciata sul lago di Locarno (lago Maggiore o Verbano) rappresenta per noi ticinesi una sorta di mare, durante la bella stagione il suo lido ci fa pensare di essere in riviera, in inverno ne apprezziamo il clima mite e il lungolago coi meravigliosi platani ed i caffè all’aperto la rendono una meta ideale per una passeggiata rilassante.

Oggi ho camminato dal porto al centro, scattando foto ad ogni angolo, così per non trascurarne nessuna e per non tediarvi con troppe immagini ho creato uno slide show.

Spero vi piaccia e che riesca a portare nelle vostre case un pezzetto del mio Ticino.

Buon fine settimana a tutti!

❤️ Tiziana

UNA PIACEVOLE SORPRESA

Questa volta vorrei condividere con voi alcune immagini di una bellissima località svizzera.

Situata nei pressi di Berna (la capitale della nostra nazione) Thun è una deliziosa cittadina affacciata sull'omonima lago e attraversata dal fiume Aare.

Non volendo dilungarmi nelle spiegazioni storiche vi lascio questo "slide show" convinta che le immagini valgano più di mille parole.
Buon weekend 

❤️ Tiziana

TORTA DI PANE TICINESE 

La torta di pane è un dolce tipico del Ticino e delle valli Mesolcina e Calanca ( Moesa) che appartengono al grigioni italiano, è presente anche in lombardia nella zona compresa tra la provincia a nord di Milano e il lago di Lecco-Como.

Mia nonna la preparava sempre per la festa del patrono ma non non mi piaceva molto, la sua versione era bassa, un po’ asciutta e con l’uvetta bruciacchiata . Qualche anno fa la mia amica Veronica mi ha fatto assaggiare la sua e da lì mi sono ricreduta! Questo articolo lo dedico a lei, per la sua amicizia ed il sostegno continuo che mi da! GRAZIE ❤

Ai tempi la torta di pane si preparava per riciclare i resti di pane ed era una ricetta povera, la versione che vi propongo invece ha delle aggiunte che la rendono ricca.. piuttosto ricca per la verità e pure calorica, quindi se siete a dieta fate attenzione.

 


Canton Ticino da Wikipedia:

https://goo.gl/images/gzxib0

Ho messo le due cartine per spiegarvi dove si trova la regione italofona della Svizzera. Io sono originaria del Canton Grigioni e più precisamente dalla Valle Mesolcina ma vivo in Ticino.

 

TORTA DI PANE DI VERONICA




INGREDIENTI:

  • 500gr. Pane raffermo o secco
  • 1 placca di cioccolato (100gr.)
  • 4 cucchiai da minestra di cacao
  • 100 gr. Amaretti
  • Zucchero vanigliato (1 bustina)
  • Latte qb
  • 1 sacchetto o di frutta secca
  • 1 confezione di canditi
  • Pinoli
  • Succo di limone
  • * Grappa o Maraschino (facoltativo)


PROCEDIMENTO:

Mettete il pane tagliato a pezzetti in una casseruola ed aggiungete il latte fino a ricoprirlo.

Cuocete a bassa temperatura finché il pane risulta morbido, aggiungete gli amaretti sbriciolati, la placca di cioccolato, il cacao un po’ di succo di limone e se volete qualche goccia di grappa (io ho usato un liquore allo zenzero).

Lasciate cuocere finché il cioccolato si scioglie.

Togliete la casseruola dal fuoco e con un frullatore a immersione riducete il tutto ad una crema. (se preferite potete semplicemente usare una forchetta, il risultato sarà meno omogeneo).

Aggiungete i canditi e la frutta secca ( io uso quella contenente uvette, noci, nocciole e mandorle).

Trasferite l’impasto in una pirofila foderata da carta forno e guarnite la superficie con i pinoli.


COTTURA:

Nel forno preriscaldato a 180 gradi per 1 ora – 1 ora e 1/2 in base all’altezza della torta.

Dopo questo lasso di tempo è importante lasciare la torta nel forno spento per una notte intera.

Ecco il risultato…

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Non mi resta che augurarvi BUON APPETITO!!!

 

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Sperando vi sia piaciuta la ricetta vi mando un grande abbraccio.

Oltre alla mia amica Veronica una dedica speciale a MARZIA e a GISELLA a cui avevo promesso la ricetta.

 

Tiziana ❤

APPENZELLO INTERNO

Quest’anno abbiamo ripristinato la “vecchia consuetudine” di  visitare una parte della Svizzera.

Sebbene la nostra nazione sia molto piccola è sorprendente quanto ogni cantone abbia il suo fascino e la sua individualità.

APPENZELLO INTERNO si trova a nord est della Svizzera, vicino al Principato del Liechtenstein, all’Austria ed al Bodensee (lago di Costanza).

 

 

 

Tempo fa su Pinterest avevo salvato le immagini di un posto meraviglioso presente in molte liste dei siti  più particolari al mondo..quelli per intenderci, che meritano una visita almeno una volta nella vita.

Quando ho scoperto che si trovava in Appenzello ho deciso che era giunto il momento di scoprirlo dal vivo.

Berggasthaus Äscher è una locanda alpina dotata di camere e ristorante. vale la pena prenotare in anticipo perchè rimane aperto solo da maggio a novembre e la lista d’attesa è molto lunga.

Penso che le immagini parlino da sè, si rimane senza fiato quando svoltato l’angolo dinnanzi ai nostri occhi si staglia questa costruzione che sembra inglobata in una roccia a strpiombo.

 

 

WASSERAUNEN – EBENALP – WILDKIRCHLI – ÄSCHER – SEEALPSEE – WASSERAUNEN

 

Siamo saliti con la funivia da Wasseraunen (818m.) fino ad Ebenalp (1644m.) da cui si gode una vista a 360 gradi sule zone circostanti.

 

 

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Per arrivare al Gasthaus abbiamo percorso un ripido sentiero, attraversando una grotta che fungeva da rifugio per viandanti. Una volta usciti attraverso i raggi del sole appare uno chalet  ricostruito fedelmente, al cui interno vi è una serie di cartelli esplicativi.

 

 

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Proseguendo si arriva a Wildkirchli una chiesetta rossa incastonata nella roccia.

 

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…ed ecco che, come per magia, dopo una curva appare questa meraviglia che lascia letteralmente senza fiato!!!

 

 

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Il sentiero non è lunghissimo ma è molto in pendenza, vale la pena calzare scarpe profilate per rimanere aderenti al terreno.

Noi abbiamo fatto il giro completo arrivando un po’ sopra la partenza della funivia ma si può anche tornare ripercorrendo il cammino a ritroso.

 

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Visto che mio marito voleva vedere il laghetto Seealpsee, dopo aver pranzato in vetta siamo ridiscesi dallo stesso sentiero del mattino (ripassando davanti ad Äscher) per poi lanciarci, è proprio il caso di dirlo, nell’ardua discesa che ci ha riportato a valle.

Se non siete degli abili (o inconsapevolmente folli )  camminatori è meglio scendere con la teleferica.

Il percorso oltre ad essere ripidissimo e con una serie infinita di tornanti si snoda in gran parte su pietre umide, per cui in molti punti bisogna attaccarsi a corrimani metallici per non rischiare di rotolare.

Chiunque fosse interessato a emulare l’impresa è bene che si equipaggi con scarponcini comodi e avendoli, di bastoni da montagna. Ho visto cose che voi umani…. Gente che si aggirava con scarpette da ginnastica o addiritura “AllStar”..

 

 

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Laghetto Seealpsee

 

Finalmente siamo tornati nel nostro Hotel dove abbiamo lasciato riposare le gambe affaticate.

 

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HOTEL BÄREN a Gonten, con il caratteristico “Bieberli” un dolce con ripieno di mandorle

 

Il paesaggio circostante è magico, essendo un altipiano non ci sono montagne che incombono e lo sguarda può spaziare a 360 gradi, sono rimasta rapita dal verde e dalle sparute casette sulle colline sembrano disegnate da un artista naïf.

 

 

 

La cittadina di Appenzello merita una visita per le caratteristiche case decorate e per la piazza dove viene ancora perpetuata la tradizione della Landsgemeinde, quest’ultima presente solo qui e nel Canton Glarona, esempio di democrazia diretta dove le decisioni vengono prese per alzata di mano.

 

 

 

Ho passato tre splendidi giorni con la convinzione che la mia piccola Svizzera non finirà mai di stupirmi!

Spero di avervi incuriositi e se vorrete visitare un angolo di paradiso sono certa che l’Appenzello non vi deluderà.

 

Un abbraccio Tiziana ❤

 

Mappa da: Informagiovani italia

http://www.informagiovani-italia.com/Mappa_Svizzera.htm

CENTENARIO DADA

L’Europa scossa dalla prima  guerra mondiale portò nella neutrale Svizzera, artisti, poeti e scrittori, fu così che a Zurigo presso il Cabaret Voltaire nel febbraio 1916 nacque la corrente DADA.
Fu un moto di ribellione alle regole artistiche che vigevano in quel periodo ed alla guerra stessa e tra i suoi fondatori spiccano nomi come Hans Arp, Tristan Tzara, Sophie Taeuber, Marcel Janco e Friedrich Glauser.
Stravagante, sovversivo e irriverente, questo stile considerato “non arte” interessò poesia, teatro letteratura ed arti grafiche.
L’estetica e la ragione vennero soppiantate dal “non sense”  e dall’umorismo.
Il nome stesso si offre a numerose interpretazioni: la ripetizione del nome DA in Russo, QUI in tedesco (DA), per alcuni il cavallo a dondolo in francese mentre per altri si tratterebbe del primo suono emesso dai neonati.
Ho deciso di creare dei set in Polyvore per omaggiare questa ricorrenza, li trovate in apertura di articolo.
Devo ammettere che mi sono divertita moltissimo: il pensiero DADA ben si presta ai tipici collages, lasciarsi andare senza paura di sbagliare..anzi..esagerando ed esasperando le forme, distorcere la realtà e creare dei “mostri” è stato estremamente liberatorio.

 

Ho trovato questo video sul sito della televisione Svizzera italiana, dove sono appaiono opere caratterizzanti la corrente.

https://tp.srgssr.ch/p/rsi/embed?urn=urn:rsi:video:6828194&start=

 

Alcune opere rappresentative:

il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona ospita, dal 27 marzo al 26 giugno 2016, la mostra Marcel Duchamp – Dada e Neodada.
Omaggio a Aleksandr Rodčenko attraverso oltre trecento opere, al Museo d’arte della Svizzera italiana in programma dal 27 febbraio all’8 maggio 2016 nella sede del LAC a Lugano
DADABLOCK REMIX! raccoglierà opere ispirate al dadaismo con l’hastag #DadaBlock
Immagine di copertina: Hugo Ball mentre recita un poema dadaista.

ALBERI 

Gli alberi sono delle vere e proprie opere d’arte che non necessitano di ritocchi. Durante una passeggiata nel bosco ho fotografato alcuni tronchi particolari.

   

    
    
  

Queste invece le ho scattate nel mio giardino. La prima riguarda una “nevicata di foglie” provenienti dal larice (non è sempreverde) lo trovate nella seconda immagine di questo gruppo, mentre le successive sono riferite al tramonto che fa da sfondo al mio acero. 

  
    
 

I colori autunnali quest’anno sono particolarmente accentuati, complici le belle giornate ed il clima mite.

IN SVIZZERA NON ABBIAMO IL MARE…

…però abbiamo i laghi. Il posto che mi piace di più è il Lido di Ascona sul lago Verbano. Qui ci si sente in vacanza ed ognuno può trovare il suo angolo di paradiso. Il bar più carino si trova in riva al lago ed è circondato da un canneto, con un po’ di fantasia sembra di essere su un’isola selvaggia.

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È vero, lo iodio nell’aria e l’acqua salata non ci sono, ma poter partire la mattina senza dover preparare valigie e raggiungere la destinazione in una mezzoretta può essere una valida alternativa. Volendo dopo le 21, quando la spiaggia si svuota, ci si può fermare nel ristorante principale per un aperitivo o una cena.

PASSO SAN BERNARDINO

   

 

Il passo del San Bernardino si trova nel Canton Grigioni in Svizzera.
  

Partendo dal villaggio omonimo (frazione di Mesocco) nel distretto Moesa a 1600m s.l.m. ci si inerpica per stretti tornanti fino ad arrivare al passo a quota 2065m s.l.m. dove si trova l’ospizio ed un delizioso laghetto. Continuando in discesa si arriva a Nufenen nella Valle del Reno Posteriore (Hinterrhein) a quota 1569m s.l.m.

 
Sono già stata diverse volte su questo passo ma solo nel periodi estivo. Lungo la strada ci sono diversi posti dove fermare la macchina e cercare un angolo di quiete per prendere il sole lontano dall’afa estiva.

  
È stata una gradevole sorpresa passarci in questo periodo dell’anno.La neve che si sta sciogliendo lentamente crea delle macchie scenografiche in contrasto con le montagne ed il laghetto ancora in parte ghiacciato mostra delle bellissime sfumature. Incredibile quanto la natura possa offrire!

  
Sono felice di parlare della mia piccola Nazione e spero di poter offrire una visione diversa dai soliti cliché (banche, formaggi e cioccolato).

 
 

BUON FINE SETTIMANA

Finalmente oggi è tornato il sole ☀️ e con esso l’ispirazione per scrivere.

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Mi piace camminare anche se non posso definirmi una vera sportiva e prediligo tragitti tranquilli e di pianura.

Quasi ogni lunedì con due amiche si ricompone il trio chiamato “walking talking” perché per un’oretta abbondante ci aggiorniamo sulla settimana trascorsa ed il ritmo delle chiacchiere segue quello delle gambe ( o viceversa)..

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La domenica ed i giorni festivi è invece  il turno di mio marito.

Qualche settimana fa siamo partiti con l’idea di fare due passi e quasi senza accorgercene siamo arrivati lontano.

In montagna è un po’ così, se non conosci la strada ti lasci tentare dall’avventura, c’è sempre la curiosità di scoprire cosa c’è dietro ad ogni curva e continui fino a quando arrivi in un posto nuovo e totalmente inaspettato. Ovviamente non sto parlando di sentieri impegnativi che richiedono un’attrezzatura adatta se non addirittura l’aiuto di una guida ma di semplici passeggiate nel bosco.

Trovo sia un ottimo allenamento per rimanere elastici fisicamente ma soprattutto mentalmente. 

 Eccomi in un’alpe in valle Calanca ( Grigioni ) dove oltre ad uno splendido panorama sulle montagne della Mesolcina ho potuto fare una sosta su una panchina da giganti.

Devo ammettere che qui siamo fortunati, basta uscire da casa e le varianti sono infinite ma penso che anche in città ci sia la possibilità di camminare e scoprire cose nuove, basta cambiare il punto di vista e le sorprese arrivano come per magia.
Buon weekend!!!

Con affetto Tiziana ❤
Ps. Tutte le foto sono state scattate da me.