ASCONA

Ascona, affacciata sul lago di Locarno (lago Maggiore o Verbano) rappresenta per noi ticinesi una sorta di mare, durante la bella stagione il suo lido ci fa pensare di essere in riviera, in inverno ne apprezziamo il clima mite e il lungolago coi meravigliosi platani ed i caffè all’aperto la rendono una meta ideale per una passeggiata rilassante.

Oggi ho camminato dal porto al centro, scattando foto ad ogni angolo, così per non trascurarne nessuna e per non tediarvi con troppe immagini ho creato uno slide show.

Spero vi piaccia e che riesca a portare nelle vostre case un pezzetto del mio Ticino.

Buon fine settimana a tutti!

❤️ Tiziana

UNA PIACEVOLE SORPRESA

Questa volta vorrei condividere con voi alcune immagini di una bellissima località svizzera.

Situata nei pressi di Berna (la capitale della nostra nazione) Thun è una deliziosa cittadina affacciata sull'omonima lago e attraversata dal fiume Aare.

Non volendo dilungarmi nelle spiegazioni storiche vi lascio questo "slide show" convinta che le immagini valgano più di mille parole.
Buon weekend 

❤️ Tiziana

ORTA SAN GIULIO


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Abbiamo passato tre giorni sul lago d’Orta ed è stata una delle  vacanze  (seppur mini) più apprezzate degli ultimi anni.

Avevo bisogno di staccare dalla solita routine e questo è stato il luogo perfetto per una parentesi rilassante.

Per una volta siamo partiti senza i ragazzi e quindi abbiamo potuto scegliere una località che ci ispirava senza la preoccupazione che loro potessero annoiarsi. Questa destinazione è stata apprezzabile per i ritmi lenti, la bellezza del paesaggio e la mancanza di distrazioni ( c’erano solamente negozi di souvenirs, antiquariato e gastronomia che mi hanno impedito di passare ore nei negozi)…..

 

 

ORTA

 

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Orta è per me

il più bel posto

del mondo.

Carl Heinz Schroth

Scultura nel giardino di Villa Bossi ad Orta dono dall’artista.

 

 

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Il centro di Orta con le strette viuzze, i giardini di Villa  Bossi e la salita alla Motta che porta alla Chiesa di Santa Maria Assunta.

 

 

Il nostro hotel direttamente sul lago si trova in un edificio risalente a più di 400 anni fa ed all’origine ospitava un convento di clausura. Qui tutto contribuisce a creare un attimo sospeso, dalla vista mozzafiato sul lago all’isola di San Giulio che sembra quasi di poter toccare con mano, la gentilezza del personale, il cibo ottimo e la camera in un abbaino che offre una vista meravigliosa.

per informazioni: Hotel San Rocco http://www.hotelsanrocco.it/

 

ISOLA SAN GIULIO 

Dopo un’abbondante colazione da Piazza Motta  siamo partiti per l’isola di San Giulio a bordo di un motoscafo. Il tragitto dura pochi minuti perché la distanza da percorrere è breve (450m. ca.)

 

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Qui ebbe inizio la vita storica della regione da quando, verso la fine del IV secolo, vi giunse S.Giulio, dopo un leggendario viaggio sull’acqua, sorretto dal suo mantello e guidato dal suo bastone. Qui il Santo, prodigiosamente sgombrata l’isola scogliosa e inospitale da draghi e rettili orrendi, è popolata d’alberi, di fiori, di fonti, si diede a costruire la sua centesima chiesa dedicata agli Apostoli (…)

Dal libro Lago D’Orta

Guida turistica – Storia arte natura

Edizioni Reggiori

 

 

 

Questo luogo è uno scrigno di bellezza e quiete. Dopo aver visitato la chiesa dedicata al Santo protettore con una cripta contenete le sue spoglie, in poco tempo si può fare una passeggiata che percorre tutto il perimetro dell’isola chiamata la via del silenzio  e corredata da cartelli che inneggiano alla tranquillità ed alla pace interiore.

 

 

 

 

Alcuni scorci caratteristici dell’isola di San Giulio.

 

 

 

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Nel 1844 sui resti della torre di un castello venne costruito l’edificio del seminario che dall’ottobre 1973 è abitato dalle monache benedettine.

 

Una curiosità: alcune scene del film “la corrispondenza” di Giuseppe Tornatore Con Jeremy Irons e Olga Kurylenko sono state girate qui.

Sarei rimasta ancora a lungo in questo luogo incantato….

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 SACRO MONTE 

 

 

 

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Il Sacro Monte di Orta facente parte con Varallo e Varese dei più celebrati Sacri monti della regione subalpina è inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Si tratta di un complessso di ventuno cappelle con novecento affreschi e trecentosettantasei statue comprendente la chiesa dei Santi Nicolao e Francesco e fu edificato tra 1590 ed il 1795.

L’intero sito è dedicato alle vita ed ai miracoli di San Francesco di Assisi.

Si può raggiungere a piedi dal centro paese percorrendo un ripida scalinata oppure con un comodo trenino che parte dai posteggi.

 

 

In tutte le culture ed espressioni religiose l’uomo scopre la la libertà e la sacralità dei monti e in essi materializza il suo insopprimibile bisogno di trascendenza.

Per leggere e gustare un monte sacro è necessario entrare nel fascinoso “mistero” del creato, senza il quale la sacra montagna sarebbe ridotta a semplice luogo panoramico, oscura selva, realtà museale e nulla direbbe più all’uomo contemporaneo e alla sua perenne inquietudine (…)

Estratto dal cartello “CULTURA E SACRALITÀ” posto all’entrata del Sacro Monte.

 

 

 

Aggirarsi per le viuzze del sacro Monte è stata un’esperienza bellissima, io che non sono molto credente ho riscoperto la potenza della raffigurazione religiosa: le statue in terracotta policromata poste in alcune cappelle sembravano degli attori che illustravano scene di vita di San Francesco al pari di un documentario dei  giorni nostri, un modo immediato e scenografico per rendere fruibile la storia a tutti senza necessariamente avere un bagaglio culturale ricco e senza troppi sforzi interpretativi.

 

 

San Francesco per impedire gli eccessi del carnevale si fa condurre seminudo per le vie di Assisi , al centro il Santo vince i demoni della tentazione, la canonizzazione.

 

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A destra in alto la Chiesa di San Nicolao.

 

 L’arco che conduce alla scalinata che porta ad Orta.

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Isola Di San Giulio vista dal Sacro Monte.



Di ritorno al nostro hotel ci siamo concessi un aperitivo sul pontile prima di gustarci l’ultima cena della nostra arricchente vacanza.
Sperando di avervi incuriositi vi saluto.

Un abbraccio Tiziana ❤️

 

 

 

 

 

GLAMPING

Cos’è il GLAMPING? Sono certa che molti di voi penserenno “Ecco, arriva lei con le sue novità” ebbene si, avete ragione, mi diverto un sacco a scoprire nuove tendenze e condividerle con voi ❤

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È un modo nuovo di intendere la vacanza a contatto con la natura, né campeggio né hotel, il fenomeno per il futuro sembra essere proprio questo.

Il Glamping offfre delle sistemazioni diverse dal solito, potrete pernottare in un airstream( Camper cromato dotato di ogni Confort) sulle spiaggie Caliorniane oppure trascorrere una notte in una Yurta (tenda mongola) nella natura australiana. Troppo distante per voi? Non ci sono problemi, in Italia vi aspetta una casa sull’alberoed in Svizzera un Pod (Igloo)in montagna. Se siete attratti dal deserto, potreste passare una vacanza in una tenda berbera con tutti i comfort e se siete ispirati dalla Provenza sappiate che ad Allauch ci sono delle bolle trasparenti che vi consentiranno di ammirare le stelle comodamente sdraiati nel letto.

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Airstream in California https://beachblissliving.com/beach-glamping/

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Wild Goose Glamping Margaret River Australia Occidentale

https://www.margaretriver.com/stories-the-great-outdoors-welcome-to-the-wonderful-world-of-glamping/

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La Piantata vicino al lago di Bolsena (Italia)  http://www.lapiantata.it/Case-sull-albero/la-casa-sull-albero-black-cabin.html

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The WHITEPOD Les <glootes Valais https://youtu.be/5-QLvNF0U0E

 Thw Whitepod Vallese Svizzera

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Scarabeo Camp Marocco http://www.scarabeocamp.com/fr/stone-camp

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`attrap-rêves Allauch Provenza http://www.attrap-reves.com/en/unusual-accomodation-ipt/?c4-sleep-in-a-bubble-ATTRAP-R%C3%8AVES-ALLAUCH


Ho creato dei set in Polyvore ispirandomi al tema e immaginando degli stili diversi, a voi la scelta dell’atmosfera che più vi ispira, io vi aspetterò per darvi il benvenuto

  1. Una tenda in mezzo al bosco allestita con materiali naturali e corredata da un abbigliamento femminile e comodo.
  2. Uno spazio per l’anima di ispirazione “Boho” per riflettere in solitudine sull’essenza della vita.
  3. Glamping in chiave “Pop” con colori vivaci e materiali moderni, ideale pertrascorrere momenti spensierati con le amiche.
  4. Un ambiente bianco e nero ultra chic, per un tête-à-tête all’insegna del lusso.

In attesa di incontrarvi nel nostro glamping virtuale vi auguro buon weekend.

P.s sono curiosa di sapere qual’è il vostro preferito.

❤ Tiziana

Immagine di coperina http://www.californiahomedesign.com/inspiration/glamping-wilderness/slide/8225

APPENZELLO INTERNO

Quest’anno abbiamo ripristinato la “vecchia consuetudine” di  visitare una parte della Svizzera.

Sebbene la nostra nazione sia molto piccola è sorprendente quanto ogni cantone abbia il suo fascino e la sua individualità.

APPENZELLO INTERNO si trova a nord est della Svizzera, vicino al Principato del Liechtenstein, all’Austria ed al Bodensee (lago di Costanza).

 

 

 

Tempo fa su Pinterest avevo salvato le immagini di un posto meraviglioso presente in molte liste dei siti  più particolari al mondo..quelli per intenderci, che meritano una visita almeno una volta nella vita.

Quando ho scoperto che si trovava in Appenzello ho deciso che era giunto il momento di scoprirlo dal vivo.

Berggasthaus Äscher è una locanda alpina dotata di camere e ristorante. vale la pena prenotare in anticipo perchè rimane aperto solo da maggio a novembre e la lista d’attesa è molto lunga.

Penso che le immagini parlino da sè, si rimane senza fiato quando svoltato l’angolo dinnanzi ai nostri occhi si staglia questa costruzione che sembra inglobata in una roccia a strpiombo.

 

 

WASSERAUNEN – EBENALP – WILDKIRCHLI – ÄSCHER – SEEALPSEE – WASSERAUNEN

 

Siamo saliti con la funivia da Wasseraunen (818m.) fino ad Ebenalp (1644m.) da cui si gode una vista a 360 gradi sule zone circostanti.

 

 

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Per arrivare al Gasthaus abbiamo percorso un ripido sentiero, attraversando una grotta che fungeva da rifugio per viandanti. Una volta usciti attraverso i raggi del sole appare uno chalet  ricostruito fedelmente, al cui interno vi è una serie di cartelli esplicativi.

 

 

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Proseguendo si arriva a Wildkirchli una chiesetta rossa incastonata nella roccia.

 

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…ed ecco che, come per magia, dopo una curva appare questa meraviglia che lascia letteralmente senza fiato!!!

 

 

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Il sentiero non è lunghissimo ma è molto in pendenza, vale la pena calzare scarpe profilate per rimanere aderenti al terreno.

Noi abbiamo fatto il giro completo arrivando un po’ sopra la partenza della funivia ma si può anche tornare ripercorrendo il cammino a ritroso.

 

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Visto che mio marito voleva vedere il laghetto Seealpsee, dopo aver pranzato in vetta siamo ridiscesi dallo stesso sentiero del mattino (ripassando davanti ad Äscher) per poi lanciarci, è proprio il caso di dirlo, nell’ardua discesa che ci ha riportato a valle.

Se non siete degli abili (o inconsapevolmente folli )  camminatori è meglio scendere con la teleferica.

Il percorso oltre ad essere ripidissimo e con una serie infinita di tornanti si snoda in gran parte su pietre umide, per cui in molti punti bisogna attaccarsi a corrimani metallici per non rischiare di rotolare.

Chiunque fosse interessato a emulare l’impresa è bene che si equipaggi con scarponcini comodi e avendoli, di bastoni da montagna. Ho visto cose che voi umani…. Gente che si aggirava con scarpette da ginnastica o addiritura “AllStar”..

 

 

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Laghetto Seealpsee

 

Finalmente siamo tornati nel nostro Hotel dove abbiamo lasciato riposare le gambe affaticate.

 

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HOTEL BÄREN a Gonten, con il caratteristico “Bieberli” un dolce con ripieno di mandorle

 

Il paesaggio circostante è magico, essendo un altipiano non ci sono montagne che incombono e lo sguarda può spaziare a 360 gradi, sono rimasta rapita dal verde e dalle sparute casette sulle colline sembrano disegnate da un artista naïf.

 

 

 

La cittadina di Appenzello merita una visita per le caratteristiche case decorate e per la piazza dove viene ancora perpetuata la tradizione della Landsgemeinde, quest’ultima presente solo qui e nel Canton Glarona, esempio di democrazia diretta dove le decisioni vengono prese per alzata di mano.

 

 

 

Ho passato tre splendidi giorni con la convinzione che la mia piccola Svizzera non finirà mai di stupirmi!

Spero di avervi incuriositi e se vorrete visitare un angolo di paradiso sono certa che l’Appenzello non vi deluderà.

 

Un abbraccio Tiziana ❤

 

Mappa da: Informagiovani italia

http://www.informagiovani-italia.com/Mappa_Svizzera.htm

GNOCCHETTI VALCHIAVENNASCHI

Ultimamente mi manca sempre il tempo per postare nuovi articoli, così oggi ho pensato di unire l’utile al dilettevole mostrandovi quello che ho preparato per cena.

Questi gnocchetti sono un piatto tipico della Val Chiavenna, realizzati con ingredienti “poveri” e facilmente reperibili.

Io li ho un po’ modificati sia nella forma che negli ingredienti.

AVVISO IMPORTANTE sono della serie “piatto ricco mi ci ficco” e richiedono un po’ di tempo!!!

In casa mia mettono daccordo tutti e mi consentono di finire i rimasugli di formaggi dell’alpe ( che quando non sono grandi perdono interesse per il mio divoratore di prodotti caseari).

INGREDIENTI:

  • 1 panino raffermo
  • latte qb
  • 500 gr. farina
  • acqua qb
  • sale qb

inoltre:

  • Formaggio dell’alpe
  • aglio
  • salvia
  • burro
  • pepe
  • img_3093  img_3098
    Tagliate a pezzetti il pane raffermo e ricopritelo con latte lasciandolo in ammollo.

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Con una forchetta riducete il pane ammollato in poltiglia.

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Unite il pane alla farina ed aggiungete l’acqua ed il sale ( attenzione ne serve abbastanza ).

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La ricetta darebbe 350ml. ca. di acqua ma questa dipende dal tipo di farina utilizzata, dovreste ottenere un impasto cremoso e morbido che si stacca dal mestolo.

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Mentre l’impasto “riposa” mettete a friggere in un pentolino il burro, la salvia ed alcuni spicchi di aglio. Io l’aglio lo lascio intero e lo tolgo alla fine. Per quanto riguarda il burro lo “taglio  con un po’ di olio e cerco di rimanere parca ( già mi sembra troppo metterne 50 gr.) ma normalmente dovrebbero “sguazzare nel burro”

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Tagliate a dadini il formaggio.

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Questi gnocchetti dovrebbero essere fatti con il cucchiaio, ma ho trovato che con l’aggeggio per gli spätzli il lavoro è più veloce.

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Metto una parte di impasto e facendo pressione con movimenti circolari e l’aiuto di una spatola li faccio cadere nella pentola con acqua salata ( deve sobbollire ).

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Quando vengono a galla li scolo e li adagio su una pirofola formando uno strato a cui aggiungo metà formaggio e metà burro aromatizzato, ricopro con un secondo strato e con i rimanenti ingredienti aggiungendo il pepe, rimesto e metto in forno un attimo affinché il formaggio si fonda.

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Voilà!!! Le dosi sarebbero per 4 persone ma io ne avanzo ancora almeno 2 per il giorno successivo.

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Per entrare nel giusto mood aggiungo alcune immagini di Chiavenna che ho scattato la scorsa estate.

AREIAS DO SEIXO HOTEL

 

In questo inverno privo di neve, il freddo si fa sentire portandomi a sognare il mare ed un clima più mite.

 

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Questo Hotel situato a A-Dos-Cunhados, a nord di Lisbona sulla costa atlantica del Portogallo, è una gioia per gli occhi e lo spirito.

I proprietari Marta and Gonçalo cercavano un posto dove ricevere ospiti da tutto il mondo, in un’atmosfera magica e familiare.

La struttura è realizzata in cemento con elementi naturali come il legno e la pietra, gli interni sono decorati con oggetti recuperati durante i lavori di realizzazione.

Lo spirito GREEN è un denominatore comune di questo luogo, il tetto è ricoperto di un sistema fotovoltaico e l’acqua piovana viene utilizzata per l’irrigazione, infatti hanno ricevuto diversi premi per il basso impatto ambientale.

La cucina sfrutta tutte le materie prime provenienti dal grande orto.

 

 

 

Ovviamente in un Hotel di questa categoria non poteva mancare un’mpia zona SPA, arredata in perfeto stile ZEN.

 

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Allesterno si trova una spazio dedicato al cerchio del fuoco, dove ospiti e padroni di casa si incontrano la sera per un aperitivo.

 

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Alcune immagini degli spazi esterni.

 

 

 

..e per finire.. potete scegliere tra diverse tipologie di camere, ognuna con la propria  peculiarità.

 

 

Vista sulla spiaggia raggiungibile dall’Hotel.

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Cosa ne pensate? Avete già scelto la camera dei vosri sogni? Prepariamo le valigie e partiamo?

 

Tutte le immagini sono state tratte dal sito ufficiale dell’Hotel:

http://www.areiasdoseixo.com/about-us.html

CURZÙTT E CHIESA SAN BERNARDO


Curzütt sopra Monte Carasso (Ticino -Svizzera).

Questo antico nucleo, ottimo esempio di rivalutazione del territorio, si può raggiungere in teleferica da Monte Carasso oppure, lasciando la macchina in basso, con una ripida scalinata. Noi abbiamo preferito farla a piedi e nonostante io sia abituata a camminare ho fatto fatica, forse per quegli scalini “ammazza piedi”.

All’epoca il piano era uno stagno e per questo motivo gli agglomerati venivano edificati in collina.

Scalinata che porta a Cùrzutt
Scalinata per Cùrzutt

Fortunatamente lo sforzo è stato ampiamente premiato dalla vista  mozzafiato e dal caffè sulla terrazza del ristorante.

Terrazza Ristorante Cùrzutt

Qui fino al 1700 viveva una comunità di 700 persone sparse nelle varie frazioni mentre ora vi trovano spazio un ristorante con sala congressi ed un ostello.Ho ammirato la ricostruzione fedele delle case tipiche in pietra e l’esposizione soliva della zona, una riprova che i nostri antenati sceglievano i posti migliori.

Nucleo Cùrzutt sopra Monte Carasso
Nucleo Cùrzutt sopra Monte Carasso
Nucleo Cùrzutt sopra Monte Carasso

Sotto la vista del piano come appare attualmente dopo aver arginato il fiume e bonificato il terreno.

Vista sul Piano
Vista sul Piano
Vista sul Piano dalla Chiesa San Bernardo

Sembra incredibile che tutta la pianura ora densamente abitata fosse una zona paludosa.

Sentiero da Cùrzutt alla Chiesa San Bernardo

Percorrendo una stradina contornata da muri si arriva alla Chiesa di San Bernardo che è stata dichiarata monumento di interesse nazionale.È dedicata a San Bernardo (San Bernárd in dialetto) da Mentone (1020-1081 ca.) arcidiacono di Aosta che visse tra le Alpi costruendo due rifugi per viandanti recanti il suo nome.

Chiesa San Bernardo
Chiea San Bernardo
Chiea San Bernardo

La prima parte comprendeva una semplice navata rettangolare e l’abside risalente alla fine del XI e inizio XII secolo in stile Romanico.

Nel corso del XV secolo (Gotico) la navata venne prolungata raddoppiando lo spazio interno.

Nel 1582 si aggiunse il campanile ed il portone d’entrata con affreschi.

Cartello con tabella esplicativa sui diversi stili architettonici

Per l’aspetto finale bisognerà aspettare la fine del XVI Secolo con la costruzione della cappella laterale di San Nicola e la Sacrestia.

Coro Chiesa San Bernardo
Affreschi parte destra raffiguranti i Santi Bernardo, Nicola; Antonio e Francesco, Santa Apollonia e verso sinistra la Madonna in trono (o del latte). In questo particolare è visibile la porta esistente nella versione originale.
Vista dall’altare verso la porta. A sinistra raffigurazioni di Santi ed a destra l’affresco dell’ultima Cena attribuita alla Bottega dei Seregnesi
Diavolo tenuto incatenato da San Bernardo.
Vista interno Chiesa dall’entrata principale.

L’interno con il soffitto di travi a vista è riccamente affrescato con interventi pittorici susseguiti nei secoli. Si parte dalla seconda metà del XV secolo fino XVII secolo, comprendendo così stili come il Gotico, Rinascimento e Barocco.

Chiesa San Bernardo, abside e campanile
Parete esterna con affresco di San Cristoforo e l’entrata originaria.
Cortile esterno davanti all’entrata principale.
Albero a Cùrzutt
Dettaglio radice a Cùrzutt
Nucleo sotto Cùrzutt

Spero di non essere stata noiosa, volevo condividere con voi un pomeriggio interessante in mezzo alla natura con un insapettato risvolto storico. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una guida in loco che ci ha spiegato tutti i dettagli della Chiesa che anche i nostri figli hanno apprezzato.

Abbiamo deciso l’itinerario all’ultimo minuto perchè la Domenica a casa nostra è sempre difficile trovare una meta che accontenti tutti, ma siamo rientrati a casa contenti per la bellissima (anche meteorologicamente) giornata.

Prossimamente mi piacerebbe continuare il sentiero che dalla Chiesa di San Bernardo porta al ponte Tibetano “Carasc”.

Per ulteriori informazioni: http://www.curzutt.ch

RIMINI 2015

Quest’anno a Rimini ho scattato molte immagini col mio telefonino. Visto che era sempre con me è stato più semplice cogliere l’attimo per immortalare le situazioni più particolari. Questa signora che cercava frescura ( o faceva stretching..) sotto un pontile ha catturato la mia attenzione.

La copertina e le altre immagini sono più “classiche” e le ho fatte in una giornata nuvolosa e ventosa che è servita a rompere l’afa che iniziava ad ossesionarci anche li.