SHOU SUGI BAN


Ecco alcuni set creati in Polyvore con degli elementi Shou-sugi-ban inseriti in tre ambienti diversi. Nell’arredamento così come nella moda, il nero si abbina praticamente a tutto, può essere usato in modo monocromatico per un risultato “drammatico”, inserito in un locale bianco per un effetto moderno o arricchito da accenni metallici che lo riscaldano e lo rendono più intimo.


Lo Shou-sugi-ban è un termine che letteralmente tradotto significa “assi di cedro bruciate”, anche se più che bruciato sarebbe meglio dire affumicato.

È un’antica tecnica giapponese ecologica, non tossica,e che rende il legno ignifugo, resistente ad intemperie e muffe e gli conferisce il tipico colore nero.

Questo caratteristico metodo è usato anche per pareti interne…

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…ma sopratutto viene impiegato per rivestimenti esterni che risultano molto resistenti nel tempo ed hanno un’ottima insolazione termica.

Da qualche anno è tornato di moda soprattutto nell’architettura nordica che dà molta importanza all’ecologia.


Villa Meijendel situata nell’ominima riserva naturale in Olanda è rivestita completamente di legno

https://www.zwarthout.com/en/project/16/villa_barcelona.html

Villa S in Olanda

https://www.homedezign.net/villa-s-a-modern-design-covered-with-the-shou-sugi-ban-technique


Lo Shou-Sugi-ban può essere utilizzato accostato al legno chiaro per un effetto di forte impatto visivo.

Immagine da Pinterest

Da New York Times 2017/09/19o

Immagine da Pinterst


Personalmente amo moltissimo il nero ma non avrei mai pensato di trovarlo così bello impiegato in un rivestimento esterno, aggiungiamo il fatto che è ecologico e durevole nel tempo e quasi quasi potrei metterlo nella lista dei desideri della mia casetta immaginaria.

Voi che ne pensate?

Imimagine di copertina http://www.welke.nl/lookbook/rvanzandvoort/Inspirerend/Nieuwewoning/Houten-terras-bij-schuurwoning.1341762917

THE NEW RAW DESIGN

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Ho scoperto questo trend grazie a Mapi del blog BLUDICHINA che ringrazio per l’ispirazione, modera con me un gruppo di POLYVORE  e questo è stato il tema di un nostro recente “contest”. I tre set che trovate sopra li ho creati aggiungendo la mia  personale interpretazione  cosa ne pensate?
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RAWtradotto letteralmente dall’inglese significa crudo o GREZZO, i materiali sono semplici ed in alcuni elementi è chiaramente visibile l’origine (come nel tavolo sopra).
Secondo il mio parere è un mix di diverse correnti: lo stile minimal scandinavoper l’essenzialità, un tocco bohemian chic dato dall’assemblaggio quasi casuale, qualche richiamo industrialeper il recupero di materiali, un aspetto rusticoa cui aggiungerei un pizzico di Shabby per la patina lasciata dal tempo.

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http://trendland.com/interior-stylist-marie-olsson-nylanders-home-in-sweden/

In questo stile il grezzodiventa protagonista ed ispira creazioni dal sapore poetico.I muri ed i pavimenti sono lasciati allo stato originario con mattoni a vista,assi in legno o addiritura con la sola presenza del cemento senza ulteriori aggiunte.

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https://homeadore.com/2016/07/26/studio-manolo-yllera/

I complementi di arredo sono semplici, a volte recuperatida oggetti vecchi e trasformati in pezzi di design. Questa è una grande tendenza del momento perchè come per l’abbigliamento anche nell’ arredamento, l’eccessivo consumismo produce una quantità enorme di rifiuti e serve una risposta ecologica che possa riutilizzare materiali di scarto.

A tal proposito vi segnalo una trasmissione in onda sul canale francese M6 dove due squadre di arredatori si sfidano per esaudure i desideri in fatto di arredamento di una coppia avendo a disposizione una benna piena di oggetti buttati in discarica e solo 150 Euro per nuovi acquisti.

REDESIGN SAUVONS LES MEUBLEShttp://www.6play.fr/redesign-sauvons-les-meubles–p_6718

Una sfida che può sembrare impossibile ma che si concretizza aprendo la mente e guardando più in la rispetto all’oggetto scartato, immaginandolo in una veste nuova. I risultati sono incredibili!!

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Immagini trovate sul sito ALCAROL.COM http://www.alcarol.com/

L’utilizzo di materiali naturaliè il punto forte di queste creazioni che nei tavoli ripropongono la matericitàdel legno con la sola aggiunta di una resina che li rende pratici ed utilizzabili, mentre nelle due sedie l’essenza della natura è stata fermata in un preciso istante ed è così che un tronco di legno con dei funghi e delle rocce con licheni  inglobate in una resina, danno l’idea di eternità.

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http://www.lespetitespestes.com/blog/2015/6/16/interior-inspiration-axel-vervoordt-for-greenwich-hotel

La Penthouse del TriBeCa Greenwich hotel dei patrners Ira Drukier e Robert De Niroè un esempio di questo stile, nelle immagini potete vedere quanto calore possa dare il recupero del legno, qui sembra di stare nell’accogliente casa della nonna piuttosto che in un anonimo albergo. Il designer belga Axel Veroordt ne ha curato la realizzazione in perfetta sinergia con l’architetto giapponese Tatsuro Miki, il risultato è incredibile.

 

“The 20th Century was a period of making, using, and throwing away and making again. This has been very important for the growing economy but today there is no room anymore to throw away and there are not enough forests to destroy for new wood.”

Axel Vervoordt

Il curatore Axel Vervoordt descrive così bene il ventesimo secolo del consumismo: È stato un periodo del fare, usare, buttar via e fare di nuovo. È stato molto importante per la crescita dell’economia ma oggi non ci sono più camere da buttar via e nemmeno foreste da distruggere per aver nuova legna.

We want to express a TriBeCa character in the most humble way. Because the architecture is so simple, it belongs as much to the past as to the future.

Axel Vervoordt

Voglio esprimere uno stile TriBeCA nel modo più umile perchè l’architettura è così semplice, appartiene al passato tanto quanto al futuro.

Mi piace molto questa filosofia ed il fatto che per gli arredi si siano rivolti agli artigiani del luogo riscoprendo e valorizzando così professioni sempre più rare che rischierebbero di estinguersi.

Questo argomento mi tocca particolarmente perchè mio papa era cesellatore oltre che artista e so quanta fatica abbia fatto per stare a galla in un periodo di pieno consumismo. I suoi lavori forse verranno apprezzati in futuro, quando la sensibilità della gente sul tema fatto a mano e su misura aumenterà, peccato che non potrà goderne i frutti.

Prometto che prossimamente farò un articolo su di lui, per ora, malgrado sia passato un anno dala sua perdita, non mi sento ancora pronta.

Sperando di avervi proposto un tema interessante sarei curiosa di conoscere la vostra opinione sul tema.

Tiziana ❤

 

 

AREIAS DO SEIXO HOTEL

 

In questo inverno privo di neve, il freddo si fa sentire portandomi a sognare il mare ed un clima più mite.

 

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Questo Hotel situato a A-Dos-Cunhados, a nord di Lisbona sulla costa atlantica del Portogallo, è una gioia per gli occhi e lo spirito.

I proprietari Marta and Gonçalo cercavano un posto dove ricevere ospiti da tutto il mondo, in un’atmosfera magica e familiare.

La struttura è realizzata in cemento con elementi naturali come il legno e la pietra, gli interni sono decorati con oggetti recuperati durante i lavori di realizzazione.

Lo spirito GREEN è un denominatore comune di questo luogo, il tetto è ricoperto di un sistema fotovoltaico e l’acqua piovana viene utilizzata per l’irrigazione, infatti hanno ricevuto diversi premi per il basso impatto ambientale.

La cucina sfrutta tutte le materie prime provenienti dal grande orto.

 

 

 

Ovviamente in un Hotel di questa categoria non poteva mancare un’mpia zona SPA, arredata in perfeto stile ZEN.

 

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Allesterno si trova una spazio dedicato al cerchio del fuoco, dove ospiti e padroni di casa si incontrano la sera per un aperitivo.

 

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Alcune immagini degli spazi esterni.

 

 

 

..e per finire.. potete scegliere tra diverse tipologie di camere, ognuna con la propria  peculiarità.

 

 

Vista sulla spiaggia raggiungibile dall’Hotel.

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Cosa ne pensate? Avete già scelto la camera dei vosri sogni? Prepariamo le valigie e partiamo?

 

Tutte le immagini sono state tratte dal sito ufficiale dell’Hotel:

http://www.areiasdoseixo.com/about-us.html

CASA AD ROUND UP LEIRA PORTOGALLO

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Questa casa a Leira in Portogallo secondo me incarna perfettamente lo stile minimal, le linee pulite sembrano disegnate con pochi tratti. Il tetto incorporato alle pareti senza interruzioni apparenti ed il bianco rendono l’esterno simile ad una visione. All’interno di questo “guscio” si sviluppano i locali che si dipanano fin sotto il livello del suolo con aperture che donano luminosità, amplificando gli spazi.

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È stata concepita dallo studio d’architettura  AIRES MATEUS

costituito dai fratelli Manuel e Francisco Mateus e con sede a Lisbona.

Alcune immagini esterne con il particolare del piano sottosuolo.

Dettagli degli interni dove predominano i muri bianchi ed i pavimenti in legno.

Fonte immagini: http://www.archdaily.com/office/aires-mateus

  • Studio di Architettettura: Aires Mateus
  • Location: Leiria, Portugal
  • Architetti: Manuel Aires Mateus
  • Collaborator:  Humberto Fonseca, Luísa Sol, Tiago Santos
  • Progetto anno: 2010
  • Fotografie: FG+SG – Fernando Guerra

CASA BRUTALE STUDIO OPA

http://opaworks.com/portfolio/casa-brutale/

Questa grandiosa casa incastonata su una roccia che si affaccia sull’Egeo è stata progettata dallo studio Opa (Open Platform for Architecture)http://opaworks.com/portfolio/casa-brutale/

Il suo nome richiama la corrente del “brutalismo” in voga negli anni ’50 ed è costituita di materiali semplici (vetro, cemento grezzo e legno).

Una delle maggiori peculiarità è la piscina costruita sul tetto che come un grande lucernario irradia luce rendendo gli ambienti simili ad un mondo sottomarino.

Tutta la costruzione si dipana sotto il livello del suolo con un’unica facciata.

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Vedute esterne dove si nota come la piscina a livello del suolo sia l’unica parte visibile dall’alto.

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Gli interni della villa che danno l’impressione di vivere nell’acqua.