ASCONA

Ascona, affacciata sul lago di Locarno (lago Maggiore o Verbano) rappresenta per noi ticinesi una sorta di mare, durante la bella stagione il suo lido ci fa pensare di essere in riviera, in inverno ne apprezziamo il clima mite e il lungolago coi meravigliosi platani ed i caffè all’aperto la rendono una meta ideale per una passeggiata rilassante.

Oggi ho camminato dal porto al centro, scattando foto ad ogni angolo, così per non trascurarne nessuna e per non tediarvi con troppe immagini ho creato uno slide show.

Spero vi piaccia e che riesca a portare nelle vostre case un pezzetto del mio Ticino.

Buon fine settimana a tutti!

❤️ Tiziana

IO E LE DECORAZIONI NATALIZIE…

Forse chi mi segue si sarà accorto che non amo molto apparire nei miei articoli.. Odio mettermi in mostra e ancor di più mettermi in posa, per me è già un supplizio quando qualcuno mi riprende in occasione di qualche festa familiare!

Visto però che mi piacciono molto i blog dove si vede chi c’è dall’altra parte della tastiera per una volta ho pensato di mettermi in gioco anch’io.

Sono stata da Interio (un negozio di arredamento a Contone-Ticino) con le mie amiche in occasione dell’aperitivo natalizio e grazie alla loro presenza e all’atmosfera goliardica sono riuscita a farmi scattare qualche foto.

Prima di cominciare ci siamo accomodate su un divano da esposizione con un bellissimo tavolino ⬆️ mentre ci gustavamo l’aperitivo in tutta calma.

Notate il contenuto del bicchiere, era della semplice acqua, lo specifico perché se leggerete l’articolo ma sopratutto se vedrete tutte le foto,vi porrete qualche domanda sulla nostra sobrietà.


Quattro ambientazioni natalizie:


Il primo era ispirato al “Grande Gasby” in un atmosfera Charleston Champagner molto glamour. Oro e piume la facevano da padrone.

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Ho potuto fare un brindisi con la scimmia 🐒

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Il secondo palcoscenico era dedicato al romanticismo d’altri tempi in stile Anna Karenina.

Tantissimo bianco luminoso, legno in stile Shabby chic e accenni di argento con corollario di animali della foresta rigorosamente nivei.

“Tête à tête” con civetta 🦉


Il terzo scenario ci ha riportate al classico Natale, quello con prevalenza di rosso e verde con renne, volpi, scoiattoli e lanterne.

Ed eccomi con classica renna di Babbo Natale.

Qui direi che ci siamo lasciate prendere la mano: Carmen che si era assunta il compito di creare il “set fotografico” si è inventata l’idea di farmi “indossare” un festone mentre Veronica scattava.. più che uno pseudo albero di Natale sembravo un’ammaestratrice di pitoni 🐍!!!


L’ultima ispirazione era la più originale, ambientata nella casa di Sherlock Holmes 🕵🏻‍♀️ con colori scuri, misteriosi e metalli bruniti.

Per le mie amiche era un tantino lugubre (sinceramente non comprerei mai la civetta nera che mi sembra più adatta ad Halloween che a Natale) però aveva il suo fascino.

Avete notato come mi sono mimetizzata nell’ambiente? Sembro intenta a leggere un libro o a risolvere qualche inquietante mistero 🔎

Le decorazioni ad orologio da taschino e quelle con l’effige di Sherlock a me sono piaciute molto.

Anche i baffi erano divertenti e come potete osservare si prestavano a mille usi 😂

Inutile dirvi che la gente ci osservava con stupore. Per fortuna non conoscevamo nessuno e ci siamo talmente divertite a fare foto sempre più improbabili che mi sono sentita sollevata dal fatto che ci fossero soltanto quattro ambientazioni, chissà dove saremmo arrivate se ce ne fossero state altre!

 

Tengo a specificare che non sono stata sponsorizzata da Interio, anzi, penso che se vedessero le folli immagini che abbiamo scattato mi toglierebbero pure la carta fedeltà.

 

Vi sono piaciute queste decorazioni? Quali sono le vostre preferite? Le ambientazioni stile Russia con tanto bianco e argento  sono le mie preferite e quelle che più o meno utilizzo ogni anno però se dovessi cambiare sceglierei lo stile anni ’20 per un Natale a tutto glamour.

 

Ringrazio le mie amiche Carmen e Veronica per il prezioso aiuto e il personale di Interio per la serata perfettamente riuscita.

Credits: le immagini piccole all’inizio di ogni ambientazione sono di Interio mentre tutte le altre non ufficiali sono mie.

http://inspiration.interio.ch/fr/2017/10/quel-est-votre-style-de-noel/

NATURA

È tornato l’autunno è con esso il piacere delle passeggiate domenicali.

Visto che non mi ritengo una brava scrittrice, lascerò a Jean-Jacques Rousseau il compito di descrivere la meraviglia della natura.

Io mi accontento di condividere alcune immagini scattate oggi.

Sono convinta che ogni cosa cambi aspetto a dipendenza del punto di vista da cui la si guarda.

È così che un piccolo laghetto di captazione si trasforma se visto attraverso delle foglie dai primi colori autunnali.

Un arbusto all’apparenza anonimo, solo da vicino svela le gocce di pioggia che ha catturato.

I riflessi sull’acqua raddoppiano il cielo e tutto quanto sta in superficie mentre delle piante cresciute sott’acqua creano uno scenario magico.

Buona settimana ed un felice inizio ottobre.

Tiziana ❤️

UNA PIACEVOLE SORPRESA

Questa volta vorrei condividere con voi alcune immagini di una bellissima località svizzera.

Situata nei pressi di Berna (la capitale della nostra nazione) Thun è una deliziosa cittadina affacciata sull'omonima lago e attraversata dal fiume Aare.

Non volendo dilungarmi nelle spiegazioni storiche vi lascio questo "slide show" convinta che le immagini valgano più di mille parole.
Buon weekend 

❤️ Tiziana

TORTA DI PANE TICINESE 

La torta di pane è un dolce tipico del Ticino e delle valli Mesolcina e Calanca ( Moesa) che appartengono al grigioni italiano, è presente anche in lombardia nella zona compresa tra la provincia a nord di Milano e il lago di Lecco-Como.

Mia nonna la preparava sempre per la festa del patrono ma non non mi piaceva molto, la sua versione era bassa, un po’ asciutta e con l’uvetta bruciacchiata . Qualche anno fa la mia amica Veronica mi ha fatto assaggiare la sua e da lì mi sono ricreduta! Questo articolo lo dedico a lei, per la sua amicizia ed il sostegno continuo che mi da! GRAZIE ❤

Ai tempi la torta di pane si preparava per riciclare i resti di pane ed era una ricetta povera, la versione che vi propongo invece ha delle aggiunte che la rendono ricca.. piuttosto ricca per la verità e pure calorica, quindi se siete a dieta fate attenzione.

 


Canton Ticino da Wikipedia:

https://goo.gl/images/gzxib0

Ho messo le due cartine per spiegarvi dove si trova la regione italofona della Svizzera. Io sono originaria del Canton Grigioni e più precisamente dalla Valle Mesolcina ma vivo in Ticino.

 

TORTA DI PANE DI VERONICA




INGREDIENTI:

  • 500gr. Pane raffermo o secco
  • 1 placca di cioccolato (100gr.)
  • 4 cucchiai da minestra di cacao
  • 100 gr. Amaretti
  • Zucchero vanigliato (1 bustina)
  • Latte qb
  • 1 sacchetto o di frutta secca
  • 1 confezione di canditi
  • Pinoli
  • Succo di limone
  • * Grappa o Maraschino (facoltativo)


PROCEDIMENTO:

Mettete il pane tagliato a pezzetti in una casseruola ed aggiungete il latte fino a ricoprirlo.

Cuocete a bassa temperatura finché il pane risulta morbido, aggiungete gli amaretti sbriciolati, la placca di cioccolato, il cacao un po’ di succo di limone e se volete qualche goccia di grappa (io ho usato un liquore allo zenzero).

Lasciate cuocere finché il cioccolato si scioglie.

Togliete la casseruola dal fuoco e con un frullatore a immersione riducete il tutto ad una crema. (se preferite potete semplicemente usare una forchetta, il risultato sarà meno omogeneo).

Aggiungete i canditi e la frutta secca ( io uso quella contenente uvette, noci, nocciole e mandorle).

Trasferite l’impasto in una pirofila foderata da carta forno e guarnite la superficie con i pinoli.


COTTURA:

Nel forno preriscaldato a 180 gradi per 1 ora – 1 ora e 1/2 in base all’altezza della torta.

Dopo questo lasso di tempo è importante lasciare la torta nel forno spento per una notte intera.

Ecco il risultato…

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Non mi resta che augurarvi BUON APPETITO!!!

 

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Sperando vi sia piaciuta la ricetta vi mando un grande abbraccio.

Oltre alla mia amica Veronica una dedica speciale a MARZIA e a GISELLA a cui avevo promesso la ricetta.

 

Tiziana ❤

APPENZELLO INTERNO

Quest’anno abbiamo ripristinato la “vecchia consuetudine” di  visitare una parte della Svizzera.

Sebbene la nostra nazione sia molto piccola è sorprendente quanto ogni cantone abbia il suo fascino e la sua individualità.

APPENZELLO INTERNO si trova a nord est della Svizzera, vicino al Principato del Liechtenstein, all’Austria ed al Bodensee (lago di Costanza).

 

 

 

Tempo fa su Pinterest avevo salvato le immagini di un posto meraviglioso presente in molte liste dei siti  più particolari al mondo..quelli per intenderci, che meritano una visita almeno una volta nella vita.

Quando ho scoperto che si trovava in Appenzello ho deciso che era giunto il momento di scoprirlo dal vivo.

Berggasthaus Äscher è una locanda alpina dotata di camere e ristorante. vale la pena prenotare in anticipo perchè rimane aperto solo da maggio a novembre e la lista d’attesa è molto lunga.

Penso che le immagini parlino da sè, si rimane senza fiato quando svoltato l’angolo dinnanzi ai nostri occhi si staglia questa costruzione che sembra inglobata in una roccia a strpiombo.

 

 

WASSERAUNEN – EBENALP – WILDKIRCHLI – ÄSCHER – SEEALPSEE – WASSERAUNEN

 

Siamo saliti con la funivia da Wasseraunen (818m.) fino ad Ebenalp (1644m.) da cui si gode una vista a 360 gradi sule zone circostanti.

 

 

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Per arrivare al Gasthaus abbiamo percorso un ripido sentiero, attraversando una grotta che fungeva da rifugio per viandanti. Una volta usciti attraverso i raggi del sole appare uno chalet  ricostruito fedelmente, al cui interno vi è una serie di cartelli esplicativi.

 

 

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Proseguendo si arriva a Wildkirchli una chiesetta rossa incastonata nella roccia.

 

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…ed ecco che, come per magia, dopo una curva appare questa meraviglia che lascia letteralmente senza fiato!!!

 

 

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Il sentiero non è lunghissimo ma è molto in pendenza, vale la pena calzare scarpe profilate per rimanere aderenti al terreno.

Noi abbiamo fatto il giro completo arrivando un po’ sopra la partenza della funivia ma si può anche tornare ripercorrendo il cammino a ritroso.

 

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Visto che mio marito voleva vedere il laghetto Seealpsee, dopo aver pranzato in vetta siamo ridiscesi dallo stesso sentiero del mattino (ripassando davanti ad Äscher) per poi lanciarci, è proprio il caso di dirlo, nell’ardua discesa che ci ha riportato a valle.

Se non siete degli abili (o inconsapevolmente folli )  camminatori è meglio scendere con la teleferica.

Il percorso oltre ad essere ripidissimo e con una serie infinita di tornanti si snoda in gran parte su pietre umide, per cui in molti punti bisogna attaccarsi a corrimani metallici per non rischiare di rotolare.

Chiunque fosse interessato a emulare l’impresa è bene che si equipaggi con scarponcini comodi e avendoli, di bastoni da montagna. Ho visto cose che voi umani…. Gente che si aggirava con scarpette da ginnastica o addiritura “AllStar”..

 

 

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Laghetto Seealpsee

 

Finalmente siamo tornati nel nostro Hotel dove abbiamo lasciato riposare le gambe affaticate.

 

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HOTEL BÄREN a Gonten, con il caratteristico “Bieberli” un dolce con ripieno di mandorle

 

Il paesaggio circostante è magico, essendo un altipiano non ci sono montagne che incombono e lo sguarda può spaziare a 360 gradi, sono rimasta rapita dal verde e dalle sparute casette sulle colline sembrano disegnate da un artista naïf.

 

 

 

La cittadina di Appenzello merita una visita per le caratteristiche case decorate e per la piazza dove viene ancora perpetuata la tradizione della Landsgemeinde, quest’ultima presente solo qui e nel Canton Glarona, esempio di democrazia diretta dove le decisioni vengono prese per alzata di mano.

 

 

 

Ho passato tre splendidi giorni con la convinzione che la mia piccola Svizzera non finirà mai di stupirmi!

Spero di avervi incuriositi e se vorrete visitare un angolo di paradiso sono certa che l’Appenzello non vi deluderà.

 

Un abbraccio Tiziana ❤

 

Mappa da: Informagiovani italia

http://www.informagiovani-italia.com/Mappa_Svizzera.htm

CENTENARIO DADA

L’Europa scossa dalla prima  guerra mondiale portò nella neutrale Svizzera, artisti, poeti e scrittori, fu così che a Zurigo presso il Cabaret Voltaire nel febbraio 1916 nacque la corrente DADA.
Fu un moto di ribellione alle regole artistiche che vigevano in quel periodo ed alla guerra stessa e tra i suoi fondatori spiccano nomi come Hans Arp, Tristan Tzara, Sophie Taeuber, Marcel Janco e Friedrich Glauser.
Stravagante, sovversivo e irriverente, questo stile considerato “non arte” interessò poesia, teatro letteratura ed arti grafiche.
L’estetica e la ragione vennero soppiantate dal “non sense”  e dall’umorismo.
Il nome stesso si offre a numerose interpretazioni: la ripetizione del nome DA in Russo, QUI in tedesco (DA), per alcuni il cavallo a dondolo in francese mentre per altri si tratterebbe del primo suono emesso dai neonati.
Ho deciso di creare dei set in Polyvore per omaggiare questa ricorrenza, li trovate in apertura di articolo.
Devo ammettere che mi sono divertita moltissimo: il pensiero DADA ben si presta ai tipici collages, lasciarsi andare senza paura di sbagliare..anzi..esagerando ed esasperando le forme, distorcere la realtà e creare dei “mostri” è stato estremamente liberatorio.

 

Ho trovato questo video sul sito della televisione Svizzera italiana, dove sono appaiono opere caratterizzanti la corrente.

https://tp.srgssr.ch/p/rsi/embed?urn=urn:rsi:video:6828194&start=

 

Alcune opere rappresentative:

il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona ospita, dal 27 marzo al 26 giugno 2016, la mostra Marcel Duchamp – Dada e Neodada.
Omaggio a Aleksandr Rodčenko attraverso oltre trecento opere, al Museo d’arte della Svizzera italiana in programma dal 27 febbraio all’8 maggio 2016 nella sede del LAC a Lugano
DADABLOCK REMIX! raccoglierà opere ispirate al dadaismo con l’hastag #DadaBlock
Immagine di copertina: Hugo Ball mentre recita un poema dadaista.

CURZÙTT E CHIESA SAN BERNARDO


Curzütt sopra Monte Carasso (Ticino -Svizzera).

Questo antico nucleo, ottimo esempio di rivalutazione del territorio, si può raggiungere in teleferica da Monte Carasso oppure, lasciando la macchina in basso, con una ripida scalinata. Noi abbiamo preferito farla a piedi e nonostante io sia abituata a camminare ho fatto fatica, forse per quegli scalini “ammazza piedi”.

All’epoca il piano era uno stagno e per questo motivo gli agglomerati venivano edificati in collina.

Scalinata che porta a Cùrzutt
Scalinata per Cùrzutt

Fortunatamente lo sforzo è stato ampiamente premiato dalla vista  mozzafiato e dal caffè sulla terrazza del ristorante.

Terrazza Ristorante Cùrzutt

Qui fino al 1700 viveva una comunità di 700 persone sparse nelle varie frazioni mentre ora vi trovano spazio un ristorante con sala congressi ed un ostello.Ho ammirato la ricostruzione fedele delle case tipiche in pietra e l’esposizione soliva della zona, una riprova che i nostri antenati sceglievano i posti migliori.

Nucleo Cùrzutt sopra Monte Carasso
Nucleo Cùrzutt sopra Monte Carasso
Nucleo Cùrzutt sopra Monte Carasso

Sotto la vista del piano come appare attualmente dopo aver arginato il fiume e bonificato il terreno.

Vista sul Piano
Vista sul Piano
Vista sul Piano dalla Chiesa San Bernardo

Sembra incredibile che tutta la pianura ora densamente abitata fosse una zona paludosa.

Sentiero da Cùrzutt alla Chiesa San Bernardo

Percorrendo una stradina contornata da muri si arriva alla Chiesa di San Bernardo che è stata dichiarata monumento di interesse nazionale.È dedicata a San Bernardo (San Bernárd in dialetto) da Mentone (1020-1081 ca.) arcidiacono di Aosta che visse tra le Alpi costruendo due rifugi per viandanti recanti il suo nome.

Chiesa San Bernardo
Chiea San Bernardo
Chiea San Bernardo

La prima parte comprendeva una semplice navata rettangolare e l’abside risalente alla fine del XI e inizio XII secolo in stile Romanico.

Nel corso del XV secolo (Gotico) la navata venne prolungata raddoppiando lo spazio interno.

Nel 1582 si aggiunse il campanile ed il portone d’entrata con affreschi.

Cartello con tabella esplicativa sui diversi stili architettonici

Per l’aspetto finale bisognerà aspettare la fine del XVI Secolo con la costruzione della cappella laterale di San Nicola e la Sacrestia.

Coro Chiesa San Bernardo
Affreschi parte destra raffiguranti i Santi Bernardo, Nicola; Antonio e Francesco, Santa Apollonia e verso sinistra la Madonna in trono (o del latte). In questo particolare è visibile la porta esistente nella versione originale.
Vista dall’altare verso la porta. A sinistra raffigurazioni di Santi ed a destra l’affresco dell’ultima Cena attribuita alla Bottega dei Seregnesi
Diavolo tenuto incatenato da San Bernardo.
Vista interno Chiesa dall’entrata principale.

L’interno con il soffitto di travi a vista è riccamente affrescato con interventi pittorici susseguiti nei secoli. Si parte dalla seconda metà del XV secolo fino XVII secolo, comprendendo così stili come il Gotico, Rinascimento e Barocco.

Chiesa San Bernardo, abside e campanile
Parete esterna con affresco di San Cristoforo e l’entrata originaria.
Cortile esterno davanti all’entrata principale.
Albero a Cùrzutt
Dettaglio radice a Cùrzutt
Nucleo sotto Cùrzutt

Spero di non essere stata noiosa, volevo condividere con voi un pomeriggio interessante in mezzo alla natura con un insapettato risvolto storico. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una guida in loco che ci ha spiegato tutti i dettagli della Chiesa che anche i nostri figli hanno apprezzato.

Abbiamo deciso l’itinerario all’ultimo minuto perchè la Domenica a casa nostra è sempre difficile trovare una meta che accontenti tutti, ma siamo rientrati a casa contenti per la bellissima (anche meteorologicamente) giornata.

Prossimamente mi piacerebbe continuare il sentiero che dalla Chiesa di San Bernardo porta al ponte Tibetano “Carasc”.

Per ulteriori informazioni: http://www.curzutt.ch

BUON FINE SETTIMANA

Finalmente oggi è tornato il sole ☀️ e con esso l’ispirazione per scrivere.

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Mi piace camminare anche se non posso definirmi una vera sportiva e prediligo tragitti tranquilli e di pianura.

Quasi ogni lunedì con due amiche si ricompone il trio chiamato “walking talking” perché per un’oretta abbondante ci aggiorniamo sulla settimana trascorsa ed il ritmo delle chiacchiere segue quello delle gambe ( o viceversa)..

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La domenica ed i giorni festivi è invece  il turno di mio marito.

Qualche settimana fa siamo partiti con l’idea di fare due passi e quasi senza accorgercene siamo arrivati lontano.

In montagna è un po’ così, se non conosci la strada ti lasci tentare dall’avventura, c’è sempre la curiosità di scoprire cosa c’è dietro ad ogni curva e continui fino a quando arrivi in un posto nuovo e totalmente inaspettato. Ovviamente non sto parlando di sentieri impegnativi che richiedono un’attrezzatura adatta se non addirittura l’aiuto di una guida ma di semplici passeggiate nel bosco.

Trovo sia un ottimo allenamento per rimanere elastici fisicamente ma soprattutto mentalmente. 

 Eccomi in un’alpe in valle Calanca ( Grigioni ) dove oltre ad uno splendido panorama sulle montagne della Mesolcina ho potuto fare una sosta su una panchina da giganti.

Devo ammettere che qui siamo fortunati, basta uscire da casa e le varianti sono infinite ma penso che anche in città ci sia la possibilità di camminare e scoprire cose nuove, basta cambiare il punto di vista e le sorprese arrivano come per magia.
Buon weekend!!!

Con affetto Tiziana ❤
Ps. Tutte le foto sono state scattate da me.